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    Uomo del Giappone sorto in felicità...

     

    Yukio Mishima

    La vita umana è breve, ma io vorrei vivere sempre. [Biglietto d'addio lasciato prima del suicidio rituale, il 25 novembre 1970.]

     

    La voce degli spiriti eroici.

     

    Nella fervida speranza che possiate risorgere come uomini e come guerrieri. [Nell'atto di uccidersi, il 25 novembre 1970]

     

    Lacrime di dolore per la sincerità dei nostri sentimenti,

    lacrime di dolore per la nostra morte rigano le guance del Volto di Drago!
    La morte ci visita in forma di felicità suprema...

     

    Dovevamo togliere al futuro ogni cenno di vita possibile.

    Sarebbe bastata una seppur piccola commistione di vita per togliere efficacia alla nostra morte.

     

    Ma sebbene il loro sentimento fosse purissimo, il Vento Divino non soffiò. Perché mai? [...]
    E avrebbe dovuto alzarsi anche durante il nostro assalto, testimoniando così che il nostro è un paese Divino. Ma entrambe le volte – sì, entrambe le volte – il vento non soffiò.
    Perché?
    [...] Sia i nostri fratelli che noi abbiamo rappresentato la fine terribile e vana di un grande mondo di cristallo ridotto in frantumi. Noi non siamo ricordati per la gloria cui ambivamo, ma come simbolo di una fine. Proprio noi, che anelavamo ardentemente a essere l'alba, la luce del mattino, l'inizio.

     

    Confessioni di una maschera.

     

    Quella sera, arrivato a casa nei sobborghi, contemplai seriamente il suicidio per la prima volta nella mia vita. Mentre però vi riflettevo, la prospettiva divenne fastidiosa oltre ogni sopportazione, e finii col concludere che sarebbe stata una faccenda grottesca. Rifuggivo, per indole dall'ammettere una sconfitta. Eppoi, mi dissi, non c'è nessun bisogno ch'io prenda un'iniziativa così radicale per conto mio, no davvero, quando mi attornia un così largo stuolo dei più svariati tipi di morte: morte durante un'incursione aerea, morte nell'adempimento del proprio dovere, morte sotto le armi, morte sul campo di battaglia, morte per investimento di un veicolo, morte per malattia... Certo il mio nome è già stato segnato nell'elenco di uno di questi tipi [...] No... per qualunque verso mettessi la questione, il momento non appariva propizio. Meglio semmai aspe ttare che qualcosa mi usasse il favore di uccidermi.

     

    Nonostante avessi il cuore colmo d'inquietudine e d'una pena indicibile, atteggiai la faccia a un sorriso sardonico, sfrontato.

     

    Non esiste virtù nella curiosità. Anzi, c'è caso che sia addirittura la voglia più immorale che un uomo può racchiudere in se.

     

    Nulla mi pungolava a procedere fuorché il mio senso di irrequietezza, identico a quello di un bambino impaziente di avere la merenda.

     

     

    La pioggia ci travolge tutti.... Ma non fà rumore..

     

     

    E con "A New Kind Of Water" dei This Heat i pensieri si tramutano in corde di chitarra che vibrano, gridano.

     

     

     

     

     

     

    Proclive alla ricerca della morte, l'anima và in visibilio.

    Perché il freddo, quello vero, sa essere qui. In fondo al mio cuore di sbarbo.

     

    mentre ascolto "Interzone" dei Joy Division una vagonata di pensieri mi trafigge lo stomaco..

     

     

     

     

     

    e si tramuta in immagini sfocate...

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    difficile dare una forma perfetta, comprensibile...

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    difficile spiegare con semplici e futili parole tutto questo.

     

     

     

     

     

     

     

     

    "Io vivo sulla lama. Mi commuovo nei bassifondi. Parlo con i ricercati dello Stato. Brivido. Mi procuro e dilapido milioni. Poi rischio, mi struggo, mi umilio. Poi mi arrendo. Mi arrendo... Poi mi faccio, e tutto torna bello, più splendente di prima. L'alternativa è la birreria, il lavoro, il risparmio, il normale sfaldarsi del corpo. Il simpatico, l'antipatica. Lo scemo naturale, due più due fa quattro, e sei alle otto! Due palle anche lì, peggio di qua. Ma vuoi mettere risorgere? Risorgere! Risorgere! Risorgere! Risorgere! Risorgere! Risorgere! Risorgere! Risorgere!!"

     

    (Pentothal)

    Rewind: Liars - 25/09/2008 , Hiroshima, Torino...

     

     

    E non serve altra informazione....

    William Blake

    Vedere il mondo in un granello di sabbia
    e il cielo in un fiore di campo
    tenere l' infinito nel palmo di una mano
    e l' eternità in un ora.
    (W. Blake)

    Storia Zen

    Storia Zen

    Un giorno un Samurai ,in missione per conto del suo Shogun, incontrò un Monaco, e educatamente gli chiese se davvero esistevano un paradiso ed un inferno.
    "Razza di Imbecille, e cretino, sei sicuro di essere un samurai? non affiderei mai la via vita a qualcuno con una faccia come quella, dì sei stato addestrato nell'arte della spada o a spazzare i pavimenti?"
    Ferito nell'orgoglio, e shockato per il comportamento del monaco, il Samurai estrasse la spada, determinato a mostrargli quanto duri e attenti fossero stati i suoi addestramenti.
    Mentre il samurai stava già per attaccarlo il monaco si limitò a sorridere, dicendogli "questo era l'inferno".
    Colpito, il samurai si ferma, e rinfodera la spada.
    "...e questo il paradiso" concluse il monaco.

    L'amicizia và coltivata

    Al giorno d'oggi non ci sono amici.


    Sopra a un'onda stanca che mi tira su.

    Andiamo a vedere le luci della centrale elettrica...

    Fammi i tuoi discorsi metafisici sui fori dei piercing che si richiudono, sugli occhi spenti con gli estintori, sui conti correnti coi cognomi finti. Sarà la prima volta che non andrò a votare, sarà la prima volta che non andrò a puttane. Con un alito tremendo ti ho sussurrato all’orecchio..boun jour mon amour. Aprendo la finestra sopra netturbini, sopra nottambuli svetta la gigantesca scritta coop (la gigantesca scritta coop).E I CCCP NON CI SONO PIU’(felicitazioni) E I CCCP NON CI SONO PIU’(felicitazioni) E I CCCP NON CI SONO PIU’(felicitazioni) E I CCCP NON CI SONO PIU’(felicitazioni) da un bel po’. E hanno i fanali accesi per evitarci e non ho paura sai degli ecomostri, dei parchimetri, dei centri commerciali, dei benzinai. E tu avevi i vestiti adatti per le tue guerre stellari. E tu avevi i vestiti adatti per le tue guerre stellari. E fammi i tuoi discorsi metafisici sui tetti di eternit degli anni ottanta, sul paracadute coi buchi di sigaretta, ??? feroce settembre, che un bel settembre, che un bel settembre che un bel settembre che un bel settembre che un bel settembre. I sistemi d’allarme si sono sgolati non hanno fatto feriti, i sistemi d’allarme si sono sgolati non ci hanno sentiti. E hanno i fanali accesi per investirci e non ho paura sai degli antifurti, dei carnivori, degli incendi estivi, dei truffatori, dei grattacieli, dei clandestini, dei finanzieri. E tu avevi i vestiti adatti per le tue guerre stellari E tu avevi i vestiti adatti per le tue guerre stellari.


    La Storia dei Rōnin

    Bene, stasera vorrei mettere qualcosa riguardo ai Rōnin (浪人, Rōn). Metterò tutto questo nella sezione Religioni. Perchè penso che il Rōnin (浪人, Rōn), sia un modo di vivere (non oggi, ma nel 1700, vedremo che oggi il termine Rōnin (浪人, Rōn) in Giappone è un dispreggiativo.), quindi, che si avvicina molto alla religione. Fede non vuol dire solo credere, ma, vivere in certi parametri.
    Tuttavia, per capire bene la storia dei
    Rōnin, dovrò precedere la lettura con una serie di puntualizzazioni sui termini usati in questo discorso.

    Termini da conoscere:

    Samurai
    (侍): La parola giapponese samurai (侍) deriva da un verbo, saburau, che significa servire o tenersi a lato ed indica un guerriero del Giappone feudale. Un termine più appropriato sarebbe bushi (武士, letteralmente: guerriero), che risale al periodo Edo.Attualmente il termine viene usato per indicare la nobiltà guerriera (non, ad esempio, gli ashigaru o i fanti). I samurai che non servivano un daimyō o perché era morto o perché ne avevano perso il favore, erano chiamati rōnin.

    D
    aimyō: era la carica feudale più importante tra il 12° secolo e il 19° secolo in Giappone. Dopo la Restaurazione Meiji nel 1869 i daimyō si unirono alla nobiltà (kuge 公家) per formare un unico gruppo aristocratico: il kazoku (華族). Il termine daimyō letteralmente si traduce dal giapponese: "grande nome" (大名).

    Gli appartenenti a questa carica appartenevano ad uno di questi tre gruppi principali: tozama daimyō (chi aveva accettato di mettersi al servizio di Tokugawa Ieyasu in seguito alla Battaglia di Sekigahara), fudai daimyō (chi prima di quella battaglia era già vassallo dei Tokugawa), e shinpan (che era parente dei Tokugawa).Shōgun (将軍, Shōgun): era in Giappone, fino al 1868, un grado militare e un titolo storico.

    kabuki (歌舞伎): si indica una forma di teatro sorta in Giappone all'inizio del '600.

    Jōruri: Teatro delle marionette giapponese. Insieme al Kyōgen, al e al Kabuki è una delle quattro forme di teatro tradizionale giapponese. Gli spettacoli interpretati da marionette e accompagnati dal suono dello shamisen rappresentavano drammi classici come il Chushingura. Soppiantato per un certo periodo dal Kabuki, mantenne in seguito una sua autonomia come le altre forme teatrali giapponesi. Il Jōruri venne in seguito designato Bunraku dal nome di Uemura Bunrakuken (1737-1810) che rilanciò questa forma di rappresentazione ad Osaka, nell'ultimo decennio del XVIII secolo.



    Detto questo, è prefissati questi termini, possiamo spostarci sul vero e proprio punto del discorso, i Rōnin (浪人, Rōni)., Rōni


    Rōnin (浪人, Rōni):

    Letteralmente "Uomini Onda", è un termine giapponese che designava il samurai rimasto senza padrone o per la morte di quest'ultimo o per averne perso la fiducia.

    Nel Giappone moderno, il termine designa lo studente che ha fallito l'esame di ammissione all'università o, nel gergo delle corse, un pilota senza scuderia. Il termine ha quindi una valenza spregiativa, in Giappone, salvo in un caso: le gesta dei cosiddetti "Quarantasette rōnin". I fatti avvenuti realmente intorno al 1701 furono narrati prima nel Chushingura, un'opera jōruri, e successivamente in rappresentazioni di kabuki. La leggenda si è in seguito impadronita dei personaggi, trasformandoli in esempi viventi del bushidō cioè dell'etica samurai che costituisce tuttora uno dei cardini morali del Giappone.

                                                                                       *(Nell'immagine un Rōnin)




    I Quarantasette
    Rōnin:

    Nel X secolo il termine ronin andava a indicare i contadini che per evitare tasse troppo onerose abbandonavano le loro terre per trasferirsi in regioni non ancore sottomesse dall'autorità o dai monasteri buddisti.

    I Quarantasette Rōnin erano un gruppo di samurai al servizio di Asano Naganori, rimasti senza padrone (e quindi divenuti rōnin), dopo che il loro daimyō venne costretto a commettere seppuku (il suicidio rituale giapponese) per aver assalito il maestro di protocollo dello Shogun, Kira Yoshinaka, che lo aveva insultato.

    Gli uomini di Asano, dopo aver atteso oltre un anno pianificando l'attacco, lo vendicarono uccidendo il cortigiano e tutti i suoi figli maschi. Nonostante avessero seguito i precetti del bushidō vendicando il loro padrone, 46 dei 47 rōnin vennero a loro volta obbligati a commettere seppuku per aver sfidato l'autorità imperiale. Il più giovane di loro, Terasaka Kichiemon, invece ricevette l'ordine di rimanere in vita per continuare a fare con regolarità le offerte in favore degli spiriti degli altri condannati.


    La vicenda che si è svolta intorno al 1701, ha ispirato un gran numero di racconti e rappresentazioni di teatro Kabuki, la più nota delle quali è il Chushingura. Gli uomini di Asano divennero eroi popolari, incarnando lo spirito del bushido e furono in ogni tempo oggetto di un vero e proprio culto. Poiché la parola rōnin ha, nel linguaggio comune, una valenza spregiativa, i protagonisti della vicenda sono designati come "Quarantasette gishi (uomini retti)".

    Il loro leader, Oishi Kuranosuke, è rappresentato da una statua bronzea posta nel 1921 all'entrata del tempio Sengakuji di Tokyo, cioè nel luogo in cui si compì il loro destino e in cui si trovano le loro tombe.

    Ogni anno sulla tomba i giapponesi arrivano da tutta la nazione per deporre dei fiori in ricordo del loro eroico sacrificio. Grazie al cinema, teatro e letteratura questa vicenda è diventata popolare in tutto il mondo, caratterizzando in se stessa il vero spirito del bushido (un interpretazione in chiave moderna è il film Ronin , con R.De Niro)

                                                                                               *(Tombe dei 47 Ronin)



                                                         *(Terasaka Kichiemon il più giovane dei 47 Ronin)



    *Tratto da: Wikipedia

    Hermann Nitsch

    Hermann Nitsch nasce a Vienna nel 1938
    Dal 1957 si dedica alla concezione del suo “Orgien Mysterien Theater” (OTM), il teatro delle orge e dei misteri; l’OMT è una nuova forma di arte totale (Gesamtkunstwerk) che coinvolge tutti e cinque i sensi, in cui, con intenti freudianamente liberatori, gli elementi profondi sensoriali-pulsionali affiorano attraverso uno stato di eccitazione psico-fisica.
    I primordiali istinti umani, che l’artista ritiene repressi dalle norme e dalle imposizioni sociali, riemergono durante le sue performance; ricorda l’artista: “il colore della carne, del sangue e delle interiora era diventato importante. Dominava il rosso. Il monocromatismo assunse un ruolo arcaico. Tutto si orientava verso il colore dell’estasi, della vittima del sacrificio, della passione, del sangue, della carne”.
    Forte è il rapporto dell’Orgien Mysterien Theater con le cerimonie rituali e religiose dei popoli arcaici durante le quali si sacrificavano animali e si spargeva il loro sangue e le loro interiora; una violenza senza freni che consentiva di liberare l’energia interiore, passaggio necessario per arrivare alla purificazione e alla redenzione.
    Nel 1961, con Günter Brus e Otto Müehl, a cui si aggiungerà Rudolf Schwarzkogler, forma il gruppo artistico del “Wiener Aktionismus”, importando in Austria le tematiche della pittura gestuale.
    Blood Organ è il titolo della prima “Aktion” messa in scena alla Parinetgasse nel 1962 a cui ne seguono più di un centinaio, portando con sé anche vari processi e tre pene detentive.
    Per Hermann Nitsch, unanimemente considerato uno dei più significativi artisti europei, teatro, palcoscenico, musica e architettura divengono alchemicamente imprescindibili l’uno dall’altro.
    Nell' Aktionstheater (Teatro d'Azione) l'artista viennese introduce sostanze organiche come la carne dei corpi di vitelli e pecore sventrati, liquidi corporali come il sangue e l'urina e paramenti liturgici come mitre cardinalizie, pianete, cotte, ostensori e croci.
    «Le opere d'arte più antiche sono nate, com'è noto, al servizio di un rituale, dapprima magico, poi religioso» (Walter Benjamin).
    Nitsch fonda un ordine e ne redige le regole ne Il leitmotiv mitico del Teatro delle Orge e dei Misteri (Das Mythische des Orgien Mysterien-Theaters), così elencando i referenti mitologici e religiosi:
    «L'eccesso fondamentale sadomasochistico / L'uccisione dell'animale-totem e la sua consumazione rituale / Il regicidio rituale / L'evirazione di Attis / L'uccisione di Adone / L'uccisione di Orfeo / La castrazione rituale/L'accecamento di Edipo / Lo sbranamento di Dioniso / La crocefissione di Gesù Cristo / L'eucarestia».
    Nel 1971 acquista come luogo cultuale delle sue Azioni il castello di Prinzendorf an der Zaya a sessanta chilometri da Vienna.
    Qui realizza performance della durata di tre giorni.
    In Italia è famosa una sua Azione nei dintorni di Napoli.


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    Qualche immagine del suo Orgien Mysterien Theater (OTM):


    Teoria delle conoscenze.

    Premetto che non sono innamorato.

    Passeggiare da solo a Bologna, non è per niente fantastico. Può sembrare bello per le prime 4 settimane. Ma poi cominci a stancarti. Cominci a chiederti se è questo che volevi. Volevi estraniarti, andartene, sparire, disintegrarti,  dissolverti dalla testa della gente col quale sei cresciuto. Beh, non sempre la risposta è positiva, o al limite, non è la risposta che ti aspettavi. E quindi torni sui tuoi passi, cerchi di capire dove hai sbagliato. La delusione totale arriva quando capisci che non hai sbagliato da nessuna parte, è tutto giusto. Arrivi alla conclusione che è la vita che è così. Fai scelte, ti convinci che sono scelte giuste, tu e tutti gli altri sanno che sono scelte giuste. Quando stai sguazzando nella tua convinzione, tutto ad un tratto "PUF" svanisce tutto, o meglio, ti si rivolta tutto contro. Non voglio capire perchè succedde tutto questo, già ho pensieri strani, poi se mi metto a capire anche questo, altro che capelli bianchi...Comunque volevo esporre la teoria di Domenico Vincenzi, riguardo agli insiemi delle conoscenze:







    Curvatura Temporale

    Zeit dei Tangerine Dream causa un collasso spazio-tempo che ancora non sò spiegarmi. 4 composizioni che non riesco a definire. Non riesco a definire l'effetto che danno, quello che si prova ascoltandole... Ti trasportano in un buco nero da cui è difficile uscire. Provate ad immaginare le molecole del vostro corpo che viaggiano ad una velocità pari o superiore a quella del suono....diventereste trasparenti.

    Senza Titolo

    L'inferno è il regno di Lucifero. Ed egli stesso dovrebbe ordire a rendere quest'ultimo il paradiso guadagnato di chi ha perso quello di Dio.


    Alcide Bava

    L'urlo

    C'è questo urlo muto, che ha dentro tutto il dolore del mondo, ma che resta trattenuto come se il dolore fosse talmente grande da impedire l'uscita del suono.


    *Emma Dante

    Marlene Kuntz

    MARLENE KUNTZ

    - Ape Regina -

    Sono lontano... lontano monti e mari, lontano da te.
    Io, la fossa e le ossa: un mucchio penoso
    sui vecchi guai
    seduto qua
    per chi mi vuole qua:
    su cento guai.
    Offendo la carta con sgorbi ritorti e' un cuore! Arrenditi, ...
    o ribellati

    Non parlo piu', non rispondo piu' non l'ho fatto mai e mai lo faro'.
    Se c'e' mistero accetta e rispetta la NON-novita'
    sono anni ormai,
    e tu lo sai

    Posso fare fuori parti di voi con facilita'
    la mostruosita' di cio' ravviva
    la parte cattiva
    che non ho avuto mai

    Eri malata?
    Oh, Ape Regina Divina e Dorata
    Perdono, Io, ti chiederei...
    ma non ci sei piu'!

    E in queste stanze si urla
    e un tonfo scuce la pelle glaciale
    un brivido sale
    dal basso scompaio
    Non ci son piu'.
    Non ci sei piu'.
    Non ci son piu'.
    Non ci sei piu'.
    Non ci sei piu'.

    Posso fare fuori parti di voi con facilita'
    la mostruosita' di cio' ravviva
    la parte cattiva
    che non ho avuto mai

    Nascondero' con miele colante
    il vuoto che avanza io, ora,
    nascondero' dove vivevi tu.
    Dove vivevi solo tu.

    Solitudine

    Pochi secondi per definirmi.
     

    Un Drogato

    E' appena finita.

    Ho aperto le porte della percezione. Questo mondo in bianco e nero, ormai, non è più mio. Prendo le redini della biga che mi porterà dall'altra parte della linea, verso un mondo più "fluorescente". Maxi-insegne di colori non definibili scorrono davanti ai miei occhi, i suoni distorti. Tutto scorre lento, quasi a voler allungare la mia agonia, se agonia si può chiamare.


    - Un Drogato -
    "E. P. Flashback"


    Zeit

    Questi ritmi austeri. Cerco qualcosa che non potrò mai trovare. Cerca lo spazio, nella forma più ampia possibile. L'ascensione. L'elevazione. Essere al di sopra; non per essere al di sopra delle persone, ma per restare un pò come stesso.

    Nick Cave - The Mercy Seat

    NICK CAVE

     - The Mercy Seat -

    It began when they come took me from my home
    And put me in Dead Row,
    Of which I am nearly wholly innocent, you know.
    And I'll say it again
    I..am..not..afraid..to..die.
    I began to warm and chill
    To objects and their fields,
    A ragged cup, a twisted mop
    The face of Jesus in my soup
    Those sinister dinner meals
    The meal trolley's wicked wheels
    A hooked bone rising from my food
    All things either good or ungood.
    And the mercy seat is waiting
    And I think my head is burning
    And in a way I'm yearning
    To be done with all this measuring of truth.
    An eye for an eye
    A tooth for a tooth
    And anyway I told the truth
    And I'm not afraid to die.
    Interpret signs and catalogue
    A blackened tooth, a scarlet fog.
    The walls are bad. Black. Bottom kind.
    They are sick breath at my hind
    They are sick breath at my hind
    They are sick breath at my hind
    They are sick breath gathering at my hind
    I hear stories from the chamber
    How Christ was born into a manger
    And like some ragged stranger
    Died upon the cross
    And might I say it seems so fitting in its way
    He was a carpenter by trade
    Or at least that's what I'm told
    Like my good hand I
    tatooed E.V.I.L. across it's brother's fist
    That filthy five! They did nothing to challenge or resist.
    In Heaven His throne is made of gold
    The ark of his Testament is stowed
    A throne from which I'm told
    All history does unfold.
    Down here it's made of wood and wire
    And my body is on fire
    And God is never far away.
    Into the mercy seat I climb
    My head is shaved, my head is wired
    And like a moth that tries
    To enter the bright eye
    I go shuffling out of life
    Just to hide in death awhile
    And anyway I never lied.
    My kill-hand is called E.V.I.L.
    Wears a wedding band that's G.O.O.D.
    `Tis a long-suffering shackle
    Collaring all that rebel blood.
    And the mercy seat is waiting
    And I think my head is burning
    And in a way I'm yearning
    To be done with all this measuring of truth.
    An eye for an eye
    And a tooth for a tooth
    And anyway I told the truth
    And I'm not afraid to die.
    And the mercy seat is burning
    And I think my head is glowing
    And in a way I'm hoping
    To be done with all this weighing up of truth.
    An eye for an eye
    And a tooth for a tooth
    And I've got nothing left to lose
    And I'm not afraid to die.
    And the mercy seat is glowing
    And I think my head is smoking
    And in a way I'm hoping
    To be done with all this looks of disbelief.
    An eye for an eye
    And a tooth for a tooth
    And anyway there was no proof
    Nor a motive why.
    And the mercy seat is smoking
    And I think my head is melting
    And in a way I'm helping
    To be done with all this twisted of the truth.
    A lie for a lie
    And a truth for a truth
    And I've got nothing left to lose
    And I'm not afraid to die.
    And the mercy seat is melting
    And I think my blood is boiling
    And in a way I'm spoiling
    All the fun with all this truth and consequence.
    An eye for an eye
    And a truth for a truth
    And anyway I told the truth
    And I'm not afraid to die.
    And the mercy seat is waiting
    And I think my head is burning
    And in a way I'm yearning
    To be done with all this measuring of proof.
    A life for a life
    And a truth for a truth
    And anyway there was no proof
    But I'm not afraid to tell a lie.
    And the mercy seat is waiting
    And I think my head is burning
    And in a way I'm yearning
    To be done with all this measuring of truth.
    An eye for an eye
    And a truth for a truth
    And anyway I told the truth
    But I'm afraid I told a lie.

    Lo Shintoismo

    Lo Shintoismo o Scintoismo, o semplicemente Shinto (神道, shintō?), è una religione nativa del Giappone e nel passato è stata la sua religione di Stato. Prevede l'adorazione dei kami, un termine che si può tradurre come divinità, spiriti naturali o semplicemente presenze spirituali. Alcuni kami sono locali e possono essere considerati come gli spiriti guardiani di un luogo particolare, ma altri possono rappresentare uno specifico oggetto o un evento naturale, come per esempio Amaterasu, la dea del Sole; anche il Dio cristiano in giapponese viene tradotto come "kami". La parola Shinto nacque dall'unione dei due kanji: 神 shin che significa "divinità", "essere di luce" (il carattere può essere anche letto come kami in giapponese) e 道 contrazione di Tao ("via" o "sentiero" in senso filosofico). Quindi, Shinto significa letteralmente "la via degli esseri di luce", "la via degli dèi". In alternativa a Shinto, l'espressione puramente giapponese — con il medesimo significato — per indicare lo Shintoismo è Kami no michi.

    Dopo la seconda guerra mondiale lo Shintoismo perse la sua condizione di religione di stato; alcune pratiche ed insegnamenti shintoisti che durante la guerra erano considerati di grande preminenza ora non sono più insegnati o praticati mentre altri rimangono grandemente diffusi come pratiche quotidiane senza però assumere particolari connotazioni religiose, come l'Omikuji (una forma di divinazione).              


    Tipi di Shintoismo          

    Si possono riconoscere essenzialmente cinque espressioni dello Shintoismo. Queste non vanno considerate come vere e proprie correnti a se stanti, ma più che altro delle differenti forme di culto tutte volte al medesimo obiettivo, ovvero giungere alle medesime verità. Casi particolari sono tuttavia quelli dello Shintoismo settario e di quello di Stato.

    • Shintoismo imperiale (Koshitsu Shinto): questo termine indica i riti eseguiti dall'imperatore per venerare la miriade di kami e in particolare la dea Amaterasu Omikami, al fine di assicurare la continuità dello stato, la felicità del popolo e la pace mondiale. Questi riti sono indipendenti da quelli dello Shintoismo templare.
    • Shintoismo templare (Jinja Shinto): questo termine indica lo Shintoismo istituzionalizzato (nato subito dopo la caduta dello Shintoismo di Stato), fondato sul culto all'interno dei templi jinja. È in generale lo Shintoismo organizzato e rappresenta infatti il cardine di tutte le attività religiose e persino degli altri filoni della religione shintoista. Anche se venne instaurato solo nel secolo scorso, le sue radici si fissano nella preistoria. Quasi tutti i templi sono membri della Jinja Honcho, Associazione dei templi shintoisti.
    • Shintoismo settario (Shuha Shinto o Kyoha): è composto dai tredici gruppi (Urozumikyo, Shintoismo Shuseiha, Izumo Oyashirokyo, Fusokyo, Jikkokyo, Shinshukyo, Shintoismo Taiseikyo, Ontakekyo, Shintotaikyo, Misogikyo, Shinrikyo, Konkokyoed ed il Tenrikyo (che però nel 1970 ha formalmente dichiarato di non essere una forma di Shintoismo) formatisi durante il XIX secolo, quando i templi shintoisti vennero separati dalle altre istituzioni religiose ed usati per condurre riti e celebrazioni sotto la direzione dello Stato (lo Shintoismo di Stato).
    • Shintoismo popolare (Minzoku Shinto): è la forma praticata dalla gente senza essere formalizzata; include le numerose, ma frammentate, credenze popolari in spiriti e divinità. Le pratiche includono divinazione, esorcismo e guarigioni sciamaniche. Alcune di queste pratiche provengono dall'influenza del Taoismo, del Buddismo e del Confucianesimo, altre sono diretta espressione delle tradizioni locali.
    • Shintoismo di Stato (Kokka Shinto): fu il risultato della Restaurazione Meiji e della caduta dello shogunato. Tentò di purificare lo Shinto abolendo molti ideali buddhisti e confuciani. Secondo la maggior parte delle opinioni fu un tipo di Shintoismo fortemente monopolizzato, a volte addirittura talmente distorto da perdere i suoi significati ed insegnamenti religiosi divenendo una mera forma di nazionalismo. In seguito alla sconfitta giapponese nella seconda guerra mondiale venne abolito e l'imperatore forzato a rinunciare al suo status di divinità.

    Vita dopo la morte

    Secondo la fede Scintoista, lo spirito umano è eterno, proprio come i kami. Come nella maggior parte delle concezioni orientali l'aldilà è concepito dallo Shintoismo come una sorta di livello esistenziale superiore. Quando si muore dunque, per lo Shintoismo, si cambia semplicemente forma di esistenza, si accede ad un altro tipo di esistenza (vedi la sezione relativa ai kami particolari). Questa è la concezione più moderna.

    Poiché lo Shintoismo è coesistito pacificamente con il Buddhismo per oltre un millennio è molto difficile separare le credenze buddhiste da quelle shintoiste. Si può dire che mentre il Buddhismo enfatizza la vita dopo la morte, lo Shintoismo enfatizza questa vita e la ricerca della felicità in essa, sebbene abbiano prospettive molto diverse sul mondo, la maggior parte dei giapponesi non vede alcuna necessità di riconciliare le due religioni e pertanto le pratica entrambe. Perciò è comune per molte persone praticare lo Shintoismo in vita ed essere comunque sepolte con un funerale buddhista.

    Nello Shintoismo antico veniva ovviamente dato maggior peso alla mitologia. Si credeva in una serie di paradisi, già c'era quindi la concezione della pluralità esistenziale, anche se non espressa filosoficamente tra il popolo. Tra questi paradisi si annoverano: l'aldilà del cielo, l'aldilà Yomi, l'aldilà Tokoyo, l'aldilà delle montagne. Questi luoghi non sono descritti né come posti ameni né con caratteristiche infernali, ma come luoghi molto simili al mondo terrestre.


    Kami

    Kami (, Kami?) è la parola giapponese indicante gli oggetti di venerazione nella fede Shintoista. Sebbene la parola sia talvolta tradotta con "dio" o "divinità", i teologi shintoisti specificano che tale tipo di traduzione può causare un grave fraintendimento del termine[1]. In alcune circostanze, come Izanagi e Izanami, i kami sono identificati come vere e proprie divinità, simili agli dei dell'antica Grecia o Roma. In altri casi invece, come il fenomeno della crescita, gli oggetti naturali, gli spiriti che dimorano negli alberi, o forze della natura, tradurre "kami" con "dio" o "divinità" sarebbe una cattiva interpretazione.

    Limitatamente all'uso nello Shintoismo, la parola è un'onorificenza per spiriti nobili e sacri, che implica un senso di rispetto o adorazione per la loro virtù e autorità. Dal momento che tutti gli esseri (viventi e non) hanno tali spiriti, gli esseri umani (come d'altra parte ogni altro essere) potrebbe essere considerato un kami o un kami potenziale. Tuttavia, poiché i Giapponesi non usano mai un'onorificenza per riferirsi a sé medesimi o ad un membro di un gruppo cui appartengono, non è abitudine riferirsi ad un normale essere umano col termine kami[1].

    Poiché il giapponese normalmente non distingue il numero (singolare/plurale/duale) nei nomi, non è talora chiaro se kami si riferisce ad una singola entità o ad entità multiple. Quando è assolutamente necessario un concetto di pluralità, viene usato il termine kami-gami (神々, kami-gami?), che è una ripetizione della stessa parola (kami diventa gami per eufonia). A volte ci si riferisce a kami "femminili" col termine megami (女神, megami?). Si dice poi spesso che ci sono Yaoyorozu-no-kami (八百万の神, Yaoyorozu-no-kami?), ossia "otto-milioni-di-kami"; in giapponese, questo numero spesso porta con sé il concetto di infinito (come già avveniva per la simbologia ebraica e cristiana circa il numero 8).

    Alcuni Kami specifici:



    Torii

    Il torii è per antonomasia il simbolo universalmente riconosciuto dello Shintoismo. Rappresenta i portali che danno accesso ai templi o ad una qualsiasi zona naturale considerata sacra. Il torii è un simbolo di misticismo. Esso rappresenta l'eterna interazione, poiché immedesimazione, del mondo umano con il mondo divino. Attraversare un torii significa rivitalizzare i sensi spirituali e rinnovare di continuo la partecipazione alla vita, all'universo intero e alla propria esistenza soggettiva.
    L'origine di questo simbolo è pressoché sconosciuta, alcuni la ricollegano al mito in cui Amaterasu si nascose in una caverna per sfuggire a Susanoo, altri ne vedono l'origine analizzando l'etimologia della parola. Torii è infatti composto da tori, che significa uccello con l'aggiunta di una i finale. Secondo questa spiegazione i primi torii erano volti ad ospitare gli uccelli, considerati particolarmente importanti dalla religione shintoista poiché simboleggianti il contatto tra la Terra e il cielo, metafore rispettivamente del mondo umano e di quello divino.(Esempio di Torii)